29/09/13


" Il fungo" rientro SNC con La Reole verso un temporale.




Il capodoglio avvistato oggi a 7 miglia dalla costa tra Castelsardo e l'Isola Rossa    


In lontananza vediamo dei gabbiani e poi un soffio imponente in avanti: è un capodoglio! l’animale è di grandi dimensioni e resta in superficie per 5 o 6 immersioni brevi che ci consentono di immortalarlo con foto e video. Lo seguiamo per qualche minuto finché non si immerge mostrandoci la sua coda imponente. E’ un avvistamento eccezionale che ci lascia senza fiato. ( continua sul diario di bordo)




24/09/13

Sardegna Nord Cetacei riprende la via del mare

Ci siamo! domani mattina si terrà la conferenza stampa di presentazione della seconda campagna di monitoraggio dei cetacei del nord Sardegna, promossa dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari. La partenza avverrà nel primo pomeriggio. 

Dopo il grande interesse suscitato dalla prima edizione e gli importanti risultati ottenuti, tra avvistamenti e raccolta dati,  la spedizione di Sardegna Nord Cetacei parte per la seconda campagna di monitoraggio dei cetacei del nord Sardegna, promossa dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari. Il responsabile scientifico della ricerca è il Prof. Salvatore Naitana, Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria, e il coordinatore del progetto è il naturalista Andrea Rotta, specializzato nelle ricerche dei delfini da 15 anni.
Ospiti a bordo del veliero “La Reole”, i ricercatori percorreranno circa 300 miglia, sia in ambiente costiero sia pelagico, nel tratto di mare compreso tra La Maddalena e Stintino, per studiare lo stato di salute dei cetacei presenti.
Grazie alla muldisciplinarietà presente a bordo, saranno raccolti dati inerenti la dinamica di popolazione e si utilizzeranno attrezzature non invasive per il prelievo di materiale biologico che, analizzato nei diversi laboratori, fornirà un quadro più completo da un punto di vista parassitologico e microbiologico. L’obiettivo scientifico della spedizione è infatti quello di verificare lo stato di salute, la densità e il numero dei cetacei presenti: “Faremo delle repliche su transetti percorsi lo scorso anno — dice Andrea Rotta — Oltre alle diverse specie solitamente avvistate, come il tursiope (delfino costiero) e la stenella (delfino pelagico), speriamo di osservare lo zifio, la balenottera, il capodoglio e il delfino comune”, prosegue il dott. Rotta.
Oltre alla ricerca sarà dato ampio spazio alla comunicazione ambientale: verrà raccontata la vita di bordo, fatta di lunghe attese e grandi emozioni.
Nella prima edizione sono stati numerosissimi gli accessi giornalieri al blog, (http://sardegnanordcetacei.blogspot.it/p/lequipaggio.html) che sarà aggiornato costantemente con racconti e immagini dal veliero; da quest’anno sarà possibile seguire la crociera anche attraverso i social media grazie ai profili e alle pagine già attivi su twitter (@SardegnaNordCet), Facebook (https://www.facebook.com/media/set/?set=a.401714516534029.92240.213527432019406&type=3) e Instagram: “Sarà una sorta di reality della ricerca”, commenta Andrea Rotta.
La campagna ambientale sarà svolta anche a terra, nelle conferenze svolte nei principali approdi: Bonifacio (Corsica), Santa Teresa Gallura, Castelsardo.
La Maddalena sarà la base logistica delle operazioni e la sede della conferenza conclusiva, che verrà realizzata alla fine della crociera. Proprio da La Maddalena è prevista la partenza del veliero "La Reole" alle 15.30.
Grazie al supporto dell’amministrazione maddalenina, la campagna di ricerca proseguirà nella settimana successiva, con uscite giornaliere, nell’arcipelago di La Maddalena dove verranno raccolti dati sulla popolazione di tursiopi presenti in quest’area.
Inoltre, presso i locali della sede “ex magazzini Ilva”, sarà allestito un centro didattico dove verranno svolte lezioni frontali sulle principali tematiche che riguardano i cetacei, quali la loro biologia, anatomia, fisiologia e l'illustrazione delle principali minacce a carico di questi animali.
Il progetto “Sardegna Nord Cetacei” è realizzato con i contributi dell’Università degli Studi di Sassari, del Dipartimento di Medicina Veterinaria e con la collaborazione delle associazioni “41 Nord” e Join us, ed è patrocinata da tutti i Comuni che accoglieranno l’equipaggio durante la loro campagna di monitoraggio.

Seguiteci!
!

Uffici stampa
Valentina Guido, Università degli Studi di Sassari. 366/6134083; 079/228922. ufficiostampa@uniss.it
Giulia Bardanzellu, Sardegna Nord Cetacei. 339/2024459. sardegnanordcetacei@gmail.com


11/09/13



 potete acquistare il libro SNC 2012 a questo indirizzo. il libro è molto bello e piacevole, con foto stupende e non costa neanche tanto. http://it.blurb.com/b/4349547-sardegna-nord-cetacei-2012



Si riparte...

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la fatua speranza.

Mi spolvero le palpebre.

Ho messo all'occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'aria.


Mi manca solo il quando, il dove,

un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore, 
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io.

La nave che non c'è, le mani attonite,

lo sguardo intento, le imboscate,
il filo ombelicale dell'orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi...

Tutto è pronto. Sul serio. Invano.

J.V. Piqueras 

07/04/13

Differenti segnali sonori tra delfini di acqua dolce e delfini marini

Una nuova ricerca, condotta da Frants Havmand Jensen, del Danish Council for Independent Research / Natural Sciences, dimostra che i delfini d'acqua dolce producono segnali di ecolocalizzazione ad intensità sonora molto piu bassa rispetto ai delfini marini e che i delfini del fiume Gange ecolocalizzano a frequenze del suono sorprendentemente basse. Lo studio, "Cliccando nei fiumi poco profondi," è stato pubblicato sulla rivista PLoS ONE."I delfini del fiume Gange sono una delle branche  evolutive più antiche del gruppo degli odontoceti" dice Jensen. "Crediamo che i nostri risultati aiutino a spiegare le differenze di ecolocalizzazione tra i delfini di acqua dolce e marini. I nostri risultati implicano che l'intensità del suono e la frequenza dei delfini del fiume Gange potrebbe essere stato più vicino al 'punto di partenza' da cui i delfini marini si sono evoluti gradualmente con alte frequenze e un biosonar piu potente. "Gli scienziati ritengono che questa difformità sia dovuta alle differenze tra ambienti d'acqua dolce e marini e, in particolare, alla differente posizione e distribuzione delle prede in tali ambienti.L'ambiente in cui operano i delfini d'acqua dolce pone sfide molto diverse rispetto ad un biosonar impiegato nelle vaste distese del mare, dove la maggior parte dei delfini poi si è evoluta. "I delfini che vanno in mare aperto spesso si nutrono di prede irregolarmente distribuite, come banchi di pesci" -dice Jensen. "Hanno avuto un grande vantaggio da una intensa evoluzione dei biosonar che li avrebbe aiutati a localizzare la preda su lunghe distanze, ma non abbiamo idea di come negli habitat torbidi fluviali i delfini d'acqua dolce possano plasmare i loro segnali biosonar."I delfini d'acqua dolce sono tra le specie animali più minacciate. Si pensa che ci siano solo circa un migliaio di delfini nel fiume Gange, uno dei sistemi fluviali più inquinati e sfruttati della Terra. I risultati di questo studio contribuiranno a fornire agli operatori locali un nuovo strumento nella lotta per la conservazione di questi cetacei d'acqua dolce altamente minacciati. Utilizzare i dispositivi di monitoraggio acustico per identificare le specie locali può aiutare i ricercatori a valutare quanti animali rimangono e a individuare quali aree siano più importanti per loro.


29/03/13

Moria di delfini: sale a 77 il numero degli esemplari morti

Sale a 77 il bilancio degli spiaggiamenti di esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba) registrato dalla Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi, creata e coordinata dai ministeri dell'Ambiente e della Salute. Secondo il rapporto provvisorio elaborato nei giorni scorsi  dalla Rete, circa il 50% delle stenelle finora esaminate (12 su 24) è risultato infetto dal virus del morbillo (dolphin morbillivirus), responsabile in passato di due gravi epidemie nel Mediterraneo (tra il 1990 e il 1992 e tra il 2006 e il 2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo. E' stata anche evidenziata la capacità del virus di infettare altre specie di mammiferi acquatici.
Inoltre, su circa il 60% degli esemplari esaminati (20 su 32), è stato isolato il batterio photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell'anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere.
In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente infestati da parassiti, indice di un quadro immunitario compromesso in modo significativo. Tra le ragioni possibili, oltre al morbillivirus o altri agenti biologici, anche agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria.
Si tende comunque a escludere episodi di tossicità acuta dovuta all'inquinamento, poiché una circostanza di questo tipo avrebbe danneggiato più specie e tutte nello stesso momento.
Dopo più di un mese dall'inizio dell'anomala morìa di stenelle lungo le coste del Tirreno - prevalentemente in Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Campania - per comprendere meglio la natura di questo fenomeno dovranno essere fatte nell'arco di un mese altre analisi i cui esiti saranno confrontati con quelli di altre ricerche, in particolare con le indagini genetiche per lo studio di popolazione di stenelle e quelli relativi ai fattori meteo-marini.